Specialità Natura – Prima Impresa

Ciao a tutti! Siamo sempre noi, la Squadriglia Cavalli, e torniamo anche quest’anno, per la conquista del nostro Giudoncino Verde, a pubblicare il nostro lavoro su questo sito web. Per la conquista della specialità Natura, come prima impresa ci siamo dedicate alla scoperta della fauna, visitando un centro di recupero animali selvatici della nostra città. Lì, abbiamo acquisito competenze nuove, e abbiamo conosciuto questa piccola e interessante realtà.

La veterinaria del centro, Deborah, ci ha spiegato il suo funzionamento.

“Il CRASS è un centro recupero animali selvatici che è gestito dall’amministrazione provinciale di Catanzaro ed è uno dei due centri qui in Calabria: il primo è questo, qui a Catanzaro, l’altro è a Rende. Il nostro è autorizzato anche alla cura e detenzione degli animali pericolosi autoctoni, come il lupo, la volpe, l’istrice, la faina, il tasso, eccetera. Siamo l’unico in Calabria, perchè il CRASS di Rende non è autorizzato a prendere questo tipo di animali. Infatti ci vuole un’autorizzazione della prefettura per questo. Il nostro scopo è quello di curare gli animali e rimetterli in natura. Qualora questo non possa essere possibile, in passato si doveva abbatterli, ma siccome ci rifiutiamo di abbattere gli  animali solo perchè sono “disabili”, ci sono delle nuove direttive secondo le quali è possibile trasferirli in delle strutture idonee che si chiamano collezioni faunistiche, delle quali degli esempi possono essere anche le gabbie qui al Parco della Biodiversità Mediterranea. Abbiamo invece alcuni animali che saranno liberati a breve: per esempio nella nostra voliera ci sono due poiane che fra poco saranno liberate perchè le abbiamo recuperate, abbiamo una civetta che è quasi pronta ad essere liberata, alcune tortore, una quaglia, e così via. 

I carabinieri forestali ci affidano anche gli animali sequestrati. Per esempio tutte le tartarughe che ci sono fuori, o la maggior parte di loro, sono sequestrate, perchè le tartarughe di terra non possono essere detenute, essendo protette, e chi le tiene a casa senza autorizzazione è passibile di denuncia penale per detenzione illecita. C’è molta gente che le trova per strada e se le porta a casa, oppure che ha le tartarughe di vecchi parenti che le tenevano quando ancora non erano protette, cioè prima del 1995. Quando è uscita la legge, infatti, chi le aveva le doveva dichiarare e doveva farle registrare al CITES, compresi gli eventuali cuccioli che sarebbero potuti nascere dopo. 

Il CITES (Convention on International Trade of Endangered Species) è una sezione dei carabinieri forestali che si occupa degli animali selvatici e protetti. Il CITES ha degli elenchi internazionali di animali selvatici protetti. Per esempio adesso il Lupo, che prima era estremamente protetto, adesso è passato nella fascia meno protetta, perchè le liste vengono aggiornate. Il CITES da le autorizzazioni, fa dei controlli, e rilascia dei certificati di origine. Tra i pappagalli che abbiamo qui al parco, uno, Ciccio, ha il CITES e ci è stato donato da una signora che non poteva più tenerlo, mentre altri due pappagalli arancioni sono sequestrati, e uno bianco uguale a Ciccio è stato ritrovato sul territorio e ci è stato assegnato, e risulta come se lo avessero sequestrato a ignoti. Per quanto riguarda invece gli animali esotici, anche quelli a volte sono ritrovati sul territorio, per esempio il boa Antonella, che è stata ritrovata a Reggio Calabria dentro una teca abbandonata, o il pitone Max, che è stato ritrovato davanti l’ospedale di Soriano Calabro. Invece sono molte volte anche sequestrati, o scappano alle persone.”

 

Seguono poi le domande da noi preparate.

Quali sono i segnali per capire subito se un animale sta male?

Questa è una domanda estremamente vasta, perché dipende dall’animale.

Se è un uccello ha determinate caratteristiche, se è un carnivoro ne ha altre, se è un erbivoro ancora altre. Quindi è difficile dare una risposta unica, perché dipende sempre dalla specie animale.

Sicuramente una delle caratteristiche principali degli animali selvatici è che tendono a mettersi in protezione e quindi non si muovono facilmente. Un animale selvatico che sta bene, infatti, appena ti avvicini scappa. Se invece riesci ad avvicinarti facilmente o addirittura a prenderlo, molto probabilmente non sta bene.

Questo vale un po’ per tutti gli animali, anche se poi ogni specie ha le proprie caratteristiche specifiche.

Quali sono i cibi che non dobbiamo mai dare?

Anche in questo caso dipende dalla specie animale.

Uno degli errori più comuni è pensare che tutti gli uccelli mangino semi o grano. In realtà alcuni uccelli sono granivori, mentre altri sono insettivori. Quindi bisogna dare l’alimento corretto in base alla specie.

In poche parole, non è possibile stabilire una dieta appropriata per un animale senza conoscere la specie o la razza.

Tra gli errori più frequenti c’è, ad esempio, dare il latte ai ricci: ai cuccioli di riccio non bisogna dare latte vaccino. Lo stesso vale per i pipistrelli, perché il latte di vacca non è idoneo alla loro crescita.

Poi c’è la convinzione che latte e formaggi facciano venire i vermi a cani e gatti, ma non è vero. Il problema dei latticini, soprattutto dei formaggi, è che sono molto grassi e possono provocare una patologia chiamata pancreatite.

Quanto sono importanti il gioco e il tempo passato insieme per la salute mentale di un animale?

Questo è un centro di recupero per animali selvatici, quindi il gioco è totalmente vietato. Non si può giocare con gli animali selvatici e non deve esserci contatto con l’uomo, perché gli animali rischiano di imprintarsi.

Cosa significa “imprinting”? L’imprinting è un fenomeno per cui l’animale si abitua alla presenza dell’uomo. Un buon centro di recupero evita che le persone si avvicinino agli animali che devono essere rimessi in libertà.

Avete visto che non vi ho fatto avvicinare alla quaglia? Questo perché, se gli animali associano l’uomo a qualcosa di tranquillo invece che a un pericolo, quando verranno liberati in natura non scapperanno più dalle persone. Faranno come ha fatto Chloe (il cane della dottoressa, che poco pirma era andato incontro a una passante) con quella signora: invece di allontanarsi, le andranno incontro. E questo significa che non potranno più vivere in libertà.

Per esempio, abbiamo avuto un capriolo che, per motivi gestionali, si era abituato troppo all’uomo. Non abbiamo più potuto liberarlo e abbiamo dovuto trasferirlo a Mongiana.

L’imprinting avviene soprattutto nei primi giorni di vita. Quando nasce un animale, la madre fa l’imprinting e il cucciolo la riconosce come mamma. Se invece il cucciolo riconosce l’uomo come madre, allora il nostro lavoro è fallito.

Quel capriolo era stato tenuto per circa dieci giorni a Cosenza perché nessuno riusciva a portarlo qui. Era stato allattato da una persona e quindi si era completamente abituato agli esseri umani. Era una femminuccia molto docile: camminava nel prato, mi seguiva e mi chiamava. Per questo non abbiamo potuto rimetterla in libertà e l’abbiamo affidata ai Carabinieri Forestali di Mongiana.

Successivamente, invece, è arrivato un altro capriolo. Questa volta lo abbiamo cresciuto in un recinto segreto, lontano dalle persone, proprio per evitare l’imprinting. Così l’animale ha mantenuto la paura naturale dell’uomo ed è stato possibile liberarlo nella Sila, nel luogo in cui era stato trovato.

Cosa fare se troviamo un animale ferito o abbandonato per strada?

La prima cosa da fare è avvertire le autorità: centro recupero, Carabinieri Forestali, Polizia Provinciale oppure vigili urbani.

Il numero da chiamare è il 112, il numero unico di emergenza, che poi smista la chiamata all’ente competente.

Dopo aver chiamato, bisogna mettere l’animale in sicurezza. È importante contattare il centro recupero e chiedere indicazioni precise, perché ogni animale richiede modalità diverse di intervento. Di solito chiediamo anche delle foto, così possiamo dare istruzioni specifiche su come comportarsi.

Noi, però, non abbiamo un servizio di recupero sul territorio. In passato se ne occupava il WWF, ma ora non più. In Calabria ci si affida molto ai volontari e alla disponibilità dei cittadini.

Per esempio, poco tempo fa un signore ci ha portato un fenicottero rosa trovato nella zona di Botricello. Era in migrazione, molto stanco, disidratato e debilitato. Lo abbiamo curato per circa venti giorni e poi, quando abbiamo visto passare altri fenicotteri migratori, lo abbiamo rimesso nella loro traiettoria e lui è ripartito con il gruppo.

Che cos’è la migrazione?

La migrazione è un fenomeno naturale utilizzato dagli animali selvatici per spostarsi in base alle stagioni.

In estate molti animali vanno verso il Nord Europa, dove le temperature sono più fresche. In inverno, invece, si spostano verso l’Africa o comunque verso zone più calde per superare il freddo.

Naturalmente anche questo cambia da specie a specie. Ogni animale si sposta in base alle proprie esigenze: cibo, clima, riproduzione e possibilità di sopravvivenza.

Come si prepara un ambiente accogliente per un animale che arriva a casa per la prima volta?

Non è esattamente il mio settore, però sono veterinaria e proprietaria di cani, quindi qualcosa posso dirla.

Prima di tutto bisogna far trovare all’animale cibo e acqua adatti alla sua specie. Se scegli un coniglio, ad esempio, dovrai procurarti fieno, pellet e tutto ciò che serve per la sua alimentazione. Per cani e gatti, invece, bisogna scegliere il cibo corretto per la loro età e le loro esigenze.

È importante anche preparare un posto dove possa dormire, quindi una cuccia o un giaciglio comodo.

Quando si prende un cucciolo da un allevamento, spesso si consiglia di portare con sé qualcosa che abbia l’odore della madre, come un asciugamano o un pupazzetto lasciato nella cuccia. In questo modo il cucciolo si sentirà più tranquillo. C’è anche la tradizione di mettere una sveglia vicino al cucciolo, perché il ticchettio ricorda il battito cardiaco della madre.

Naturalmente dipende anche dall’età dell’animale: alcuni vengono adottati da piccoli, altri già adulti.

Conviene adottare un animale o comprarlo?

Questa è una scelta personale. Io preferisco adottare gli animali, soprattutto dai canili oppure tra i randagi trovati per strada.

Molti mi chiedono allora perché io abbia uno Yorkshire (Chloe, il cane di prima). In realtà non l’ho comprato: deriva dalla mia vecchia cagnolina. Avevo già uno Yorkshire, l’ho fatto accoppiare e avevo regalato una cucciola a una signora. Quando la mia cagnolina è morta, quella signora mi ha regalato una pronipote della mia.

Quindi non è stato un acquisto, ma uno scambio affettivo.

In generale, però, sono contraria all’acquisto dei cani, perché ci sono tantissimi animali che hanno bisogno di una casa e moltissimi cuccioli nei canili o abbandonati.

Ogni quanto un animale va portato dal veterinario?

Da cucciolo va portato assolutamente più volte, perché vanno fatti l’esame delle feci, l’esame delle urine, le vaccinazioni, eccetera. Poi, da adulto, almeno per quanto riguarda la mia opinione, andrebbe portato dal veterinario almeno due volte l’anno, per fare sia l’esame delle feci sia i richiami dei vaccini.

Secondo lo schema vaccinale che utilizzo io sui miei cani, li vaccino una volta l’anno per tutte le malattie e poi, sei mesi dopo, rifaccio l’antileishmaniosi, perché la copertura dura solo sei mesi. Quindi, teoricamente, ogni sei mesi vado dal veterinario. Ovviamente, però, questo dipende anche dalle direttive di ogni veterinario: anche io e mio marito siamo due veterinari, ma abbiamo idee diverse e quindi decidiamo diversamente, io per i miei clienti e lui per i suoi.

Qual è la differenza tra un animale domestico e uno selvatico?

L’animale domestico è quello che, sostanzialmente, puoi tenere a casa. Tra gli animali domestici sono compresi anche i cani randagi, quindi senza padrone, i gatti ovviamente e i piccioni, che sono considerati animali domestici.

Gli animali selvatici, invece, sono tutti quelli che trovi nel loro habitat naturale. La differenza principale è che gli animali selvatici sono patrimonio indisponibile dello Stato, mentre quelli domestici sono proprietà dei padroni oppure del sindaco, nel caso siano randagi.

Qual è la procedura esatta quando qualcuno vi porta un animale trovato per strada? Chi chiamate e quali sono i primi controlli medici che fate?

In realtà non chiamiamo nessuno perché, in linea di massima, ci sono sempre io. Se io non dovessi esserci, la prima cosa che facciamo è visitare l’animale. Se non sono disponibile, ad esempio perché sono in ferie o fuori orario di lavoro, abbiamo un veterinario che mi sostituisce e che viene chiamato in base all’arrivo degli animali.

La prima cosa da fare è sicuramente visitare l’animale e, nel caso in cui il veterinario non sia immediatamente disponibile, viene contattato telefonicamente per chiedere, in base alla specie, cosa fare. Ormai, però, anche i volontari sono abbastanza formati, quindi sanno già come mettere in sicurezza gli animali e fornire le prime cure, come dare da mangiare, da bere e occuparsi delle necessità immediate in base alla situazione.

Gli animali che voi riabilitate vengono messi in adozione?

No, non possono essere messi in adozione perché sono patrimonio indisponibile dello Stato, quindi non possono essere detenuti privatamente. Devono essere rimessi sul territorio oppure trasferiti in strutture specifiche. Fino ad ora li abbiamo tenuti noi: come avrete visto nelle voliere ci sono i lungodegenti. Però da luglio è previsto che vengano spostati nelle collezioni faunistiche autorizzate.

 

Per finire, la squadrigliera Sara, che si sta incamminando verso la specialità di amico degli animali, ha scelto cinque animali presenti al centro, su i quali ha realizzato, con l’aiuto della squadriglia, delle carte d’identità. Di ogni animale la squadrigliera Olimpia ha realizzato dei disegni, mentre la capo squadriglia Zefira ha fatto le foto.

CARDELLINO

Nome scientifico: Carduelis carduelis

Famiglia: passeriforme fringillide

Particolarità: mascherina facciale rosso scura nei maschi e chiara nelle femmine, la maggior parte sono migratori.

Provenienza: Sequestro

BARBAGIANNI

Nome scientifico: Tyto Alba

Famiglia: rapace notturno titanide 

Particolarità: animale più silenzioso del mondo, disco facciuale, orecchie sfalsate, caccia i topi. 

Provenienza: trovato ferito all’ala.

CIVETTA

Nome scientifico: Athene Noctua

Famiglia: rapace notturno stringidae

Particolarità: tozza, piccola, occhi grandi, gira la testa a 180, animale mitologicamente sacro ad Atena. 

Provenienza: trovata ferita nel quartiere del Corvo

TACCOLA

Nome scientifico: Corvus Monedula

Famiglia: corvide 

Particolarità: molto comune nelle città, occhi azzurri

Provenienza: trovata ferita

TORTORA SELVATICA

Nome scientifico: Straptotelia Turtur

Famiglia: columbidi 

Particolarità: mosaico sul dorso, collare sulla nuca (tre linee nere), migratore che sverna in africa.

Provenienza: Sequestro

 

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