Noi, la squadriglia cavalli, abbiamo deciso, come seconda impresa per la conquista del Guidoncino verde Natura, di visitare un piccolo angolo di territorio nella zona della Pre Sila in provincia della nostra città, Catanzaro. Con la giuda del signor Ciccio Iiritano, nonno della nostra Capo Sq. Zefira, abbiamo fatto un’analisi di questa piccola proprietà in una zona chiamata “Cuturelle”.
Ecco ciò che abbiamo appreso.
A Cuturelle non siamo in una foresta, bensì in un bosco. La foresta è un territorio ampio e diversificato, con una biodiversità vasta, mentre un bosco è più piccolo ed è caratterizzato dall’impenetrabilità, data da arbusti e piante di sottobosco come ginestra, rovo, rosmarino, edera e rampicanti, erica. Il bosco è un ecosistema piccolo, che si trova ancora nella zona della macchia mediterranea, che va dalla costa fino a 700/800 metri di altitudine.
Abbiamo stilato, con l’aiuto del signor Ciccio, un elenco delle piante più comuni della zona, e abbiamo inoltre imparato che la riconoscibilità di esse è data non dalle foglie ma in primo luogo dai fiori e dai frutti. Infatti molti alberi, come per esempio quelli della famiglia delle rosacee (gli alberi da frutto come ciliegi, peschi, amareni), sono molto simili fra loro.
CASTAGNO
I suoi fiori, chiamati amenti, fioriscono in estate. Essi sono divisi in due parti, quella maschile e quella femminile. La prima è costituita da tutta la lunghezza del fiore, mentre quella femminile si trova alla base, ed è quella che poi in autunno forma i ricci. Il castagno cresce dai 600 metri di altitudine fino ai 1200. Le sue foglie sono grandi, seghettate e appuntite. È un caducifoglia, ovvero perde le foglie nei mesi freddi. In passato il castagno era una pianta importante per la sopravvivenza del popolo: i contadini, con le castagne, producevano una farina nutriente che utilizzavano in moltissimi modi.
ALLORO
Le sue foglie sono simili a quelle del leccio e dell’agrifoglio, coriacee e piccole, durature, essendo l’alloro una pianta sempreverde.
ULIVO
Ha una foglia lamellata con il margine regolare, ed è sempreverde.
QUERCIA COMUNE
Ha una foglia polilobata, ovvero che ha molti lobi, con peluria sulla pagina inferiore. La peluria sulle foglie serve alle piante per trattenere meglio l’acqua. Alla base dei piccioli delle foglie ci sono delle formazioni simili a nodi. La famiglia delle querce conta circa 400-500 specie, oltre quella comune, ma le più presenti in questo bosco (e nella macchia mediterranea) sono la quercia comune, quella da sughero, il leccio e il cerro (l’unico caducifoglia).
QUERCIA DA SUGHERO
Molto simile alla quercia comune, se non per la sua corteccia particolare. La quercia da sughero è protetta maggiormente rispetto alla quercia comune perchè più rara, e perchè durante la storia è stata utilizzata in maniera spropositata per la sua corteccia.
LECCIO
La terza e ultima quercia che abbiamo avvistato, è simile alle altre due ma ha una caratteristica particolare: la sua corteccia è liscia da giovane e diventa rugosa quando la pianta diventa adulta.
ROBINIA
Specie aliena che si è diffusa nella macchia mediterranea, comunemente ed erroneamente conosciuta come mimosa.
ACACIA
Gli arbusti che abbiamo visto:
GINESTRA
La sua foglia è trilobata e ha la peluria. I suoi frutti sono delle bacche leguminose, mentre i suoi fiori ne differenziano le specie. Questa in particolare che abbiamo avvistato fiorisce in bianco, ma altri tipi, come la ginestra dei carbonai, fioriscono in giallo acceso. Tutte le ginestre sono caducifoglia.
ROVO
Caratterizzato dalle spine, i suoi frutti sono le more.
Le erbe che abbiamo visto:
FINOCCHIO SELVATICO
CAROTA SELVATICA
FELCE
ORCHIDEA SELVATICA
Le piante da frutto che abbiamo visto:
VITE DA UVA FRAGOLA
MELO SELVATICO
PERO SELVATICO
AMARENO
CILIEGIO
PRUGNO
LOTO
FICO
La nostra Vice Capo Sq. Nicole, per il suo percorso verso il brevetto di competenza di Cittadino del Mondo, si è messa in contatto con una sorella scout spagnola, Begonia, del gruppo scout Brownsea 399, che ci ha offerto una breve descrizione di un parco della sua città, simile al territorio che abbiamo visitato, ma non uguale.
Nel Parco Periurbano La Pulgosa, ad Albacete, c’è soprattutto la tipica vegetazione mediterranea della zona della Mancia. La maggior parte del parco è praticamente una grandissima pineta, e l’albero che si vede di più in assoluto è il pino da pinoli, anche se ci sono parecchi pini d’Aleppo. Camminando un po’ si attraversa la classica macchia mediterranea, piena di lecci, roverelle, ginepri, olmi, corbezzoli e lentischi, che crescono sia come alberi che come cespugli. Tra l’altro, lungo i sentieri si sente un bel profumo grazie a un sacco di piante aromatiche come rosmarino, timo e lavanda, e ogni tanto si aprono dei prati di erba naturale. Nelle zone un po’ più umide, invece, il paesaggio cambia e si trovano alberi tipici delle rive dei fiumi, soprattutto pioppi e frassini.
Nonostante si tratti in entrambi i casi di macchia mediterranea, possiamo notare delle differenze: infatti, per esempio, noi non abbiamo avvistato nessun pino, e alcune delle altre piante, come la lavanda, i corbezzoli, i ginepri e le roverelle, non erano presenti. Ogni fascia della macchia mediterranea presenta una biodiversità leggermente diversa, ma è incredibile come ci possano essere tante somiglianze anche tra due posti così lontani.
Segue un’intervista a domande preparate al signor Ciccio.
Perché alcune piante fioriscono solo in determinati periodi dell’anno?
In generale, la maggior parte delle piante fiorisce in primavera. Infatti, proprio in questa stagione c’è un’esplosione di colori, perché, dopo il riposo vegetativo invernale, le piante trovano finalmente l’ambiente e il terreno adatti per svilupparsi.
Ci sono anche piante che possono fiorire in altri periodi dell’anno; tuttavia, il periodo di maggiore fioritura è la primavera.
Quali vantaggi offre una corteccia spessa ad alcuni alberi?
La corteccia è un organo di difesa dell’albero. Una corteccia spessa permette alla pianta di difendersi meglio sia dagli agenti atmosferici sia dagli attacchi di parassiti, funghi e insetti che possono colpirla.
Una pianta che non ha una corteccia robusta, infatti, riesce a difendersi con maggiore difficoltà rispetto a una che la possiede.
Qual è il vantaggio di avere foglie molto grandi o molto piccole?
Non tutte le piante hanno foglie uguali. Ci sono piante che mantengono il fogliame tutto l’anno perché hanno foglie più piccole e, di conseguenza, perdono meno acqua.
Queste piante hanno quindi una maggiore capacità di resistere rispetto a quelle che hanno foglie grandi, cioè le latifoglie. Le foglie grandi disperdono una maggiore quantità d’acqua; per questo motivo, con l’arrivo dell’autunno e dell’inverno, ingialliscono e cadono.
Perché le piante hanno forme diverse? Questo cambia a seconda dell’ambiente in cui vivono?
Sì, le piante hanno forme diverse a seconda dell’ambiente in cui vivono. Se vivono in un ambiente arido o con una forte esposizione alla luce solare, sviluppano foglie più piccole. Queste, infatti, consentono di trattenere meglio l’acqua, i sali minerali e le sostanze nutritive rispetto alle foglie grandi.
Per questo motivo, in determinati ambienti, le piante hanno la necessità di sviluppare foglie più piccole.
Come fanno le piante rampicanti a crescere senza un tronco robusto?
Le piante rampicanti possiedono radici anche lungo i rami. Queste radici permettono loro di attaccarsi al tronco di un albero, ad altri rami oppure a una roccia o a una pietra.
Le radici presenti sui rami svolgono una funzione simile a quella delle radici principali della pianta, consentendole di sostenersi e di crescere.
In che modo il vento può aiutare le piante a riprodursi?
Le piante si riproducono attraverso l’impollinazione. Il vento trasporta il polline da una pianta all’altra, cioè da un fiore all’altro.
Il polline permette la fecondazione del fiore e, di conseguenza, la formazione dei frutti.
Quali adattamenti permettono alle piante di vivere in montagna?
Abbiamo detto che ogni ambiente ha una propria biodiversità. Gli alberi, gli arbusti e le erbe che crescono in montagna sono adattati alla temperatura e alle caratteristiche dell’ambiente in cui vivono.
Per ambiente si intendono sia le condizioni climatiche sia quelle del terreno e della roccia, che permettono la crescita di piante adatte a quel determinato contesto.
Man mano che si sale di quota, soprattutto oltre i 2.000-2.500 metri, la vegetazione diminuisce progressivamente, perché le condizioni atmosferiche rendono sempre più difficile la crescita delle piante.
Perché alcune specie vegetali riescono a vivere vicino al mare?
Vicino al mare vivono anche alcune specie arboree; tuttavia, sulla spiaggia o nelle sue immediate vicinanze non crescono veri e propri alberi, ma una vegetazione tipica dell’ambiente marino.
Queste specie sono adattate alle particolari condizioni del clima costiero e del terreno.
Quali conseguenze può avere la scomparsa di una specie vegetale su un ecosistema?
Questa è una domanda molto importante. Tutte le specie vegetali sono in relazione tra loro; di conseguenza, la scomparsa di una specie può avere ripercussioni sia sulle altre piante sia sugli animali.
Molti animali vivono in stretta relazione con una determinata specie vegetale. La sua scomparsa può quindi provocare una diminuzione di altre specie.

























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